IL PROCIONE LUCIO ARRIVA A MONTE ADONE

Ecco il video delle prime due settimane al Centro Monte Adone di Lucio, il procione affidatoci in custodia giudiziaria dai Carabinieri Forestali di Milano.

In accordo con le Autorità competenti, visto il grande interesse suscitato da questa vicenda, condividiamo un video che raccoglie alcuni momenti dopo il suo arrivo qui al Centro.

Lucio sta bene, è vivace, attivo e ha da subito mostrato grandissima curiosità verso il nuovo spazio in cui è stato accolto e soprattutto verso gli altri 13 procioni con cui oggi vive e con i quali si è gradualmente integrato.

Nel pieno rispetto del loro benessere, da sempre infatti il nostro obiettivo principale è permettere agli animali di scoprire la loro natura e, per specie sociali come il procione, favorire quindi la relazione con individui conspecifici.

Lucio ha avuto la possibilità di scoprire l’acqua, trascorre infatti molte ore nella vasca a loro disposizione dove gioca e “lava con accuratezza” oggetti e cibo, comportamento tipico della specie.

E’ nota inoltre la grande abilità ad arrampicarsi dei procioni, istinto che si è subito risvegliato anche in Lucio, nonostante l’iniziale impaccio. Dal momento del suo arrivo è stato seguito costantemente da tutti noi e accompagnato gradualmente nei delicati momenti del suo adattamento al nuovo spazio e ai nuovi compagni.

Lucio conosceva solo le persone, pertanto il traguardo più grande è stato poterlo osservare alla scoperta della sua natura e della relazione con i suoi simili.

Guarda il video del procione Lucio al Centro Monte Adone

Scopri QUI le storie degli altri procioni nostri ospiti!

Aggiornamento del 28 novembre 2019

E’ trascorso quasi un mese dall’arrivo del procione Lucio al Centro Fauna Monte Adone.

Lucio non ha ancora un anno di vita e prima del suo arrivo al Centro non sapeva di essere un procione; durante le prime notti dormiva in un ricovero tutto suo, con il suo peluche… ma molto presto ha iniziato a mostrare la volontà di dormire insieme agli altri procioni con cui oggi gioca vivacemente e condivide l’intera giornata.

La velocità e relativa facilità con cui è avvenuto l’inserimento di questo giovane procione dimostra ancora una volta quanto sia importante per gli animali selvatici, anche se nati in cattività e abituati all’uomo, una gestione nel pieno rispetto della loro natura e quindi delle loro abitudini e dei loro comportamenti specie-specifici, che chiaramente non possono essere pienamente rispettati in ambiente domestico; l’affetto umano non può sostituire quello che solo la relazione tra simili può garantire.

Umanizzare gli animali selvatici spesso non ci fa vedere che i nostri desideri quasi mai coincidono con i loro. Lucio oggi ha riscoperto la sua identità di procione e vederlo sereno, giocoso e con la possibilità di esprimere i propri comportamenti naturali e sociali è per noi un importante traguardo.

Guarda il video di Lucio..vita da procione


UN PICCOLO CHIARIMENTO NORMATIVO:

Il procione rientra nella lista dei cosiddetti “animali pericolosi”.
Nel 1996 con l’entrata in vigore del Decreto del Ministero dell’Ambiente, l’Italia ha fatto un importante passo avanti nella tutela della biodiversità; il decreto elenca tutte le specie che possono costituire un pericolo non solo per l’incolumità, ma anche per la salute pubblica e per le quali ne proibisce il commercio e la detenzione.
Il procione può essere vettore di gravi malattie infettive che colpiscono gli animali – sia selvatici sia domestici – e l’uomo: rabbia, leptospirosi, echinococcosi, bailisascariasi (infezione del sistema nervoso centrale dovuta ad un parassita), toxoplasmosi, salmonellosi e altre.
Introdotto in Europa come animale da compagnia e animale da pelliccia, si è poi diffuso in natura per effetto di rilasci volontari o di fughe dalla cattività.
Proprio per questo motivo il procione rientra tra le specie invasive, la cui introduzione e diffusione causa impatti negativi alla biodiversità e all’ecosistema; con il D.Leg. 230 del 15/12/’17 l’Italia ha recepito il regolamento UE n. 1143/2014 che infatti ne vieta e regola la commercializzazione, l’introduzione sul territorio nazionale, il rilascio in natura ma anche la detenzione.


 

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