La storia del lupo RIO

All’inizio del mese di marzo 2020, il Dott. Luigi Molinari, tecnico del Wolf Apennine Center ha notato un lupo che si abbeverava in un torrente nella provincia di Parma; dopo diversi minuti trascorsi ad osservare l’animale che continuava a bere compulsivamente, il tecnico ha compreso che qualcosa non andava e pertanto ha deciso di allertare il loro veterinario di riferimento, il Dott. Mario Andreani.

Al suo arrivo il lupo viene sedato e vengono valutati i parametri vitali.

Le sue condizioni appaiono sin da subito critiche, era ipotermico, presentava forti dolori addominali e sintomatologia neurologica, pertanto viene immediatamente trasferito al vicino Ambulatorio Veterinario Santa Maria del Piano, per poter effettuare i primi accertamenti e prestare le prime cure.

Le condizioni del lupo, chiamato Rio, rimangono molto gravi e il Wolf Apennine Center ci contatta per accoglierlo.

Rio è un maschio adulto di circa 3 anni, la sua gestione durante la prima settimana di ricovero è stata piuttosto impegnativa e ha richiesto un monitoraggio 24 ore su 24.

Sono stati necessari continui controlli ecografici nonché dei parametri ematochimici e data la gravità della situazione, si sono rese necessarie una trasfusione di sangue intero e di plasma.

Le indagini di laboratorio eseguite hanno confermato un avvelenamento da tossici ad azione anticolinesterasica. In considerazione dell’evoluzione clinica delle lesioni gastroenteriche, è probabile che questi tossici fossero in associazione a sostanze ad azione caustica.

I tossici assunti hanno alterato la mucosa gastroenterica che, in associazione all’alterata motilità causata dal tossico, hanno provocato una grave lesione intestinale (invaginamento); il lupo è stato sottoposto quindi ad un intervento chirurgico d’urgenza che ha richiesto l’asportazione di un importante tratto dell’intestino tenue.

Rio è stato gestito come paziente intensivo ancora diversi giorni dopo la chirurgia ma gradualmente ha recuperato piena funzionalità dell’apparato gastroenterico, ha iniziato ad alimentarsi, a muoversi ed è stato trasferito quindi nella struttura di riabilitazione Just Freedom del Centro Fauna Monte Adone.

Dopo due settimane dal suo arrivo finalmente è fuori pericolo.

Ad un mese dal suo ricovero il lupo Rio si è ripreso completamente, mostra di aver completamente recuperato il comportamento tipico della specie ed è pronto per tornare in libertà!

L’animale verrà monitorato dal Wolf Apennine Center del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano con cui il Centro collabora da anni e che ha messo a disposizione un radiocollare GPS GSM con meccanismo drop off (sgancio).

Il bracconaggio (colpi d’arma da fuoco, avvelenamenti, lacci, trappole, tagliole, etc..) è un reato penale ancora molto diffuso rivolto per lo più agli animali selvatici, ma di cui spesso fanno le spese anche gli animali d’affezione.

In Italia il bracconaggio è una delle principali cause di mortalità del Lupo, nonostante il numero degli individui uccisi ogni anno sia sicuramente sottostimato.

In particolare l’avvelenamento è una pratica davvero subdola, che causa sofferenze terribili agli animali, portandoli alla morte dopo ore o giorni di agonia.

I casi di condanna per bracconaggio sono purtroppo ancora pochi e proprio per questo è davvero fondamentale continuare a combattere questo fenomeno con tutte le nostre forze, anche attraverso una capillare informazione.

Confidiamo che il lupo Rio possa essere un prezioso ambasciatore per la sua specie e che la sua storia aiuti a sensibilizzare sempre di più su questo crudele fenomeno

GUARDA IL VIDEO DELLA STORIA DI RIO

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