La storia di Yuri

Yuri, un esemplare di Macaco mangiagranchi, è giunto al Centro il 1° agosto 2012, giorno nel quale è stato ottenuto un importante risultato nella lotta alla vivisezione.

Un laboratorio universitario che sperimentava su macachi della specie fascicularis (Macaco mangia granchi), grazie anche alle pressioni dell’amministrazione comunale, ha accettato di cedere al nostro Centro un primo esemplare di circa un anno.

Ricordiamo che questo succedeva molto prima del marzo del 2014, anno in cui è entrato in vigore il nuovo decreto Legislativo 26/2014 che ha imposto l’applicazione di criteri molto più restrittivi alla sperimentazione sugli animali.

La sottoscrizione di un accordo con il laboratorio prevedeva, oltre alla cessione a titolo gratuito di Yuri, un impegno formale del laboratorio stesso a bloccare nuovi ingressi di primati nello stabulario, dando così inizio a una riduzione del numero di macachi impiegati per la ricerca.

Quello è stato davvero il primo importante passo verso la chiusura definitiva di quella linea di ricerca, invasiva a tal punto da richiedere l’eutanasia a conclusione della sperimentazione. Yuri, al momento della sua cessione, non era mai stato utilizzato per le sperimentazioni ed è stato quindi a tutti gli effetti salvato da un destino segnato.

Eravamo assolutamente consapevoli che un esemplare, su circa una quindicina di primati ancora prigionieri della struttura, rappresentava solo l’inizio di una lunga battaglia ma siamo sicuri che Yuri, con la sua storia, ha rappresentato un aiuto concreto per salvare non solo tutti gli altri primati presenti nello stabulario da cui proviene, ma è anche stato il portavoce per una maggiore e più adeguata informazione rispetto alla lotta per la conclusione della vivisezione.

Al suo arrivo al Centro, Yuri era del tutto spaesato, si è molto presto dimostrato piuttosto curioso e interessato al nuovo ambiente; inizialmente, come da protocollo, è stato sottoposto ai controlli sanitari di routine e, in attesa degli esiti, alloggiato singolarmente in una struttura dotata di un ricovero, di un’amaca e di numerosi tronchi e funi.

Già dalle prime osservazioni si è vista la presenza di un importante deficit motorio derivante dalla pregressa scarsa possibilità di movimento; Yuri, infatti, presentava muscoli esili e poco allenati che non gli consentivano di arrampicarsi sulle funi e sui tronchi per raggiungere la parte alta della struttura.

Grazie ai quotidiani arricchimenti ludico-alimentari e ad un alloggiamento consono ai bisogni della sua specie che hanno contribuito ad incrementare notevolmente la motilità, la deambulazione e le frequenze di attività di Yuri riducendo al minimo i momenti di inattività, tipici di un’inadeguata gestione in cattività, siamo riusciti, nel mese di settembre ’12, a cominciare un percorso di adattamento graduale con Ghirda, che da sempre ha dimostrato un forte senso materno e ha accettato subito Yuri, con l’obiettivo di migliorare anche le condizioni psicologiche dell’animale.

Oggi i due primati condividono con successo la stessa struttura.

Soprattutto in considerazione della triste storia di Yuri e Ghirda, il risultato raggiunto è davvero significativo; i primati sono specie altamente sociali che vivono in gruppi numerosi, all’interno dei quali i piccoli rimangono a lungo con la madre e in cui le interazioni sono molto complesse e rappresentano la base di un corretto sviluppo anche dal punto di vista comportamentale.

Ricordiamo infatti che i primati privati della loro socialità sviluppano con frequenza gravi comportamenti atipici e stereotipati che possono arrivare perfino all’automutilazione

 

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