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	<title>Piccoli primati &#8211; Centro tutela fauna</title>
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	<description>Fauna esotica e selvatica</description>
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	<title>Piccoli primati &#8211; Centro tutela fauna</title>
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		<title>La storia di Ghirda</title>
		<link>https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-ghirda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 20:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli primati]]></category>
		<category><![CDATA[La storia di Ghirda]]></category>
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					<description><![CDATA[Ghirda &#8211; (Erythrocebus patas o Scimmia Rossa) &#8211; è arrivata al Centro nell’aprile del 2002 all&#8217;età di circa dieci anni, dopo essere stata sequestrata ad un nomade che la deteneva legata ad una roulotte in condizioni di grave maltrattamento. Nonostante tutto ciò che ha subito, Ghirda si è comunque dimostrata molto equilibrata, dimostrandoci giorno dopo giorno la... <div class="clear"></div><a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-ghirda/" class="excerpt-read-more">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;text-align: justify"><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Ghirda1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-7764 " src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Ghirda1-201x300.jpg" alt="" width="247" height="369" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Ghirda1-201x300.jpg 201w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Ghirda1.jpg 402w" sizes="(max-width: 247px) 100vw, 247px" /></a>Ghirda &#8211; (<em>Erythrocebus patas</em> o Scimmia Rossa) &#8211; è <strong>arrivata al Centro nell’aprile del 2002 all&#8217;età di circa dieci anni, dopo essere stata sequestrata ad un nomade che la deteneva legata ad una roulotte in condizioni di grave maltrattamento</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;text-align: justify">Nonostante tutto ciò che ha subito, Ghirda <strong>si è comunque dimostrata molto equilibrata</strong>, dimostrandoci giorno dopo giorno la sua fiducia; ha un carattere davvero particolare, non socializza facilmente e sta spesso sulle sue! Dal 9 settembre del 2012 Ghirda <strong>condivide l’area a lei destinata con il giovanissimo <a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-yuri/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.centrotutelafauna.org/appr/La_storia_di_Yuri.xhtml&amp;source=gmail&amp;ust=1542811701858000&amp;usg=AFQjCNGGUuahe1GGhxgzCK96DWRNctHUIw">Yuri</a></strong>, un esemplare di “Macaco mangia granchi” che il nostro Centro ospita dal 1° agosto 2012.</p>
<p style="font-weight: 400;text-align: justify"><strong>Le interazioni positive tra loro e la frequenza di comportamenti socialmente rilevanti, sono state da noi a lungo monitorate al fine di trarre importanti considerazioni circa le implicazioni etologiche</strong> che un adattamento simile può comportare. Sono state infatti osservate accurate sessioni di grooming &#8211; volgarmente chiamato “spulciamento”- fondamentale mezzo di socializzazione nei primati.</p>
<p style="font-weight: 400;text-align: justify">Soprattutto in considerazione della triste storia di entrambi, <strong>il risultato raggiunto è davvero significativo</strong>; i primati sono specie altamente sociali che vivono in gruppi numerosi, all&#8217;interno dei quali i piccoli rimangono a lungo con la madre e in cui le interazioni sono molto complesse e rappresentano la base di un corretto sviluppo anche dal punto di vista comportamentale.</p>
<p><span style="font-weight: 400">Ghirda è ormai anziana, con i suoi oltre 21 anni d&#8217;età, e cominciano a vedersi i primi acciacchi. Ha sviluppato una cataratta in un occhio che le stiamo tenendo monitorata e talvolta ha difficoltà a mangiare. Per questo abbiamo cominciato a somministrarle una dieta fatta soprattutto di cibo triturato per facilitarla.</span></p>
<p><strong><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-7757 alignright" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda-300x268.jpg" alt="" width="341" height="305" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda-300x268.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda-600x535.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda.jpg 659w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" /></a></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400">Purtroppo Ghirda ci ha recentemente lasciati. Dopo oltre vent’anni qui con noi al Centro, si è spenta dolcemente, senza soffrire e questo ci ha un po&#8217; “consolato”. Ha </span><span style="font-weight: 400">vissuto serenamente e in salute ma, con il passare del tempo e considerando il naturale ciclo della vita, sapevamo che avrebbe risentito sempre più dell’avanzare degli anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Con Ghirda abbiamo raggiunto risultati davvero incredibili, anche grazie alla compagnia del piccolo Yuri che ha contribuito a regalarle tanta serenità per ben 11 anni! </span></p>
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		<title>La storia di Spike</title>
		<link>https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-spike/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Aug 2018 20:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli primati]]></category>
		<category><![CDATA[La storia di Spike]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella zona adiacente a quella che ospita Ghirda e Yuri, c&#8217;è Spike (Cercopithecus cephus o Boccazzurra), arrivato al Centro nel gennaio del 2003 all’età di circa 6 mesi, in seguito all&#8217;affidamento da parte del Corpo Forestale dello Stato. Spike è stato strappato ancora cucciolo a sua madre e quindi importato illegalmente dall’Africa; il privato cittadino che lo... <div class="clear"></div><a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-spike/" class="excerpt-read-more">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nella zona adiacente a quella che ospita Ghirda e Yuri, c&#8217;è Spike (Cercopithecus cephus o Boccazzurra), <strong>arrivato al Centro nel gennaio del 2003 all’età di circa 6 mesi, in seguito all&#8217;affidamento da parte del Corpo Forestale dello Stato</strong>.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify">Spike è stato <strong>strappato ancora cucciolo a sua madre e quindi importato illegalmente dall’Africa; il privato cittadino che lo aveva acquistato lo deteneva, in pieno inverno, alla catena sotto una tettoia esterna</strong> alla sua abitazione.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify">Queste condizioni di detenzione gli avevano purtroppo <strong>provocato una brutta patologia respiratoria</strong> che ha indotto il veterinario del Corpo Forestale dello Stato ad iniziare la necessaria terapia prima di trasferirlo da noi. Quando è arrivato al Centro era molto piccolo e spaventato ma fortunatamente nel giro di poco tempo siamo riusciti a offrirgli le giuste cure e l’opportuna gestione.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Spike oggi gode di ottima salute, è molto curioso e vivace</strong> e all&#8217;interno della struttura che lo ospita vi sono molti arricchimenti ambientali e ludici (corde, tronchi, piattaforme, ecc…) che gli permettono di saltare e arrampicarsi esprimendo tutta la sua vitalità!<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify">Attraverso i canali di collaborazione con gli altri Centri di Recupero e Santuari europei <strong>abbiamo a lungo cercato di trovare una sistemazione per lui insieme ad altri esemplari della sua specie</strong>, come ad esempio è stato possibile fare con <a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/storia-di-fusco/">Fusco</a>, ma fino ad oggi non siamo riusciti nell&#8217;intento poiché <strong>in cattività sono piuttosto rari gli esemplari di questa specie</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Abbiamo anche dato la nostra disponibilità ad accogliere un esemplare femmina che eventualmente venisse sequestrato o detenuto da solo in altre strutture, ma al momento questo non si è mai verificato.</p>
<p>Ci rallegra però vederlo sempre molto allegro e giocherellone e sicuramente la vicinanza con <a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-ghirda/">Ghirda</a> e <a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-yuri/">Yuri</a>, il cui spazio è proprio adiacente a la suo, contribuisce a non farlo sentire solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La storia di Yuri</title>
		<link>https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-yuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2018 20:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli primati]]></category>
		<category><![CDATA[yuri]]></category>
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					<description><![CDATA[Yuri, un esemplare di Macaco mangiagranchi, è giunto al Centro il 1° agosto 2012, giorno nel quale è stato ottenuto un importante risultato nella lotta alla vivisezione. Un laboratorio universitario che sperimentava su macachi della specie fascicularis (Macaco mangia granchi), grazie anche alle pressioni dell’amministrazione comunale, ha accettato di cedere al nostro Centro un primo esemplare... <div class="clear"></div><a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-yuri/" class="excerpt-read-more">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-salvato-dalla-vivisezione1.png"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7755" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-salvato-dalla-vivisezione1-200x300.png" alt="" width="200" height="300" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-salvato-dalla-vivisezione1-200x300.png 200w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-salvato-dalla-vivisezione1.png 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Yuri, un esemplare di Macaco mangiagranchi, è giunto al Centro <strong>il 1° agosto 2012, giorno nel quale è stato ottenuto un importante risultato nella lotta alla vivisezione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un laboratorio universitario</strong> che sperimentava su macachi della specie fascicularis (Macaco mangia granchi), grazie anche alle pressioni dell’amministrazione comunale, <strong>ha accettato di cedere al nostro Centro un primo esemplare di circa un anno</strong>.</p>
<p>Ricordiamo che questo succedeva molto prima del marzo del 2014, anno in cui è entrato in vigore il nuovo decreto Legislativo 26/2014 che ha imposto l’applicazione di criteri molto più restrittivi alla sperimentazione sugli animali.</p>
<p style="text-align: justify">La sottoscrizione di un accordo con il laboratorio prevedeva, oltre alla cessione a titolo gratuito di Yuri, <strong>un impegno formale del laboratorio stesso a bloccare nuovi ingressi di primati nello stabulario</strong>, dando così inizio a una riduzione del numero di macachi impiegati per la ricerca.</p>
<p style="text-align: justify">Quello è stato davvero <strong>il primo importante passo verso la chiusura definitiva di quella linea di ricerca</strong>, invasiva a tal punto da richiedere l’eutanasia a conclusione della sperimentazione. Yuri, al momento della sua cessione, non era mai stato utilizzato per le sperimentazioni ed è stato quindi a tutti gli effetti <strong>salvato da un destino segnato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Eravamo assolutamente consapevoli che un esemplare, su circa una quindicina di primati ancora prigionieri della struttura, rappresentava solo l’inizio di una lunga battaglia ma siamo sicuri <strong>che Yuri, con la sua storia, ha </strong><strong>rappresentato</strong> <strong>un aiuto concreto</strong> per salvare non solo tutti gli altri primati presenti nello stabulario da cui proviene, ma è anche <strong>stato il portavoce per una maggiore e più adeguata informazione rispetto alla lotta per la conclusione della vivisezione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Al suo arrivo al Centro, Yuri era del tutto spaesato, si è molto presto dimostrato piuttosto curioso e interessato al nuovo ambiente; inizialmente, come da protocollo, è stato sottoposto ai controlli sanitari di routine e, in attesa degli esiti, alloggiato singolarmente in una struttura dotata di un ricovero, di un’amaca e di numerosi tronchi e funi.</p>
<p style="text-align: justify">Già dalle prime osservazioni si è vista la presenza di <strong>un importante deficit motorio derivante dalla pregressa scarsa possibilità di movimento</strong>; Yuri, infatti, presentava muscoli esili e poco allenati che non gli consentivano di arrampicarsi sulle funi e sui tronchi per raggiungere la parte alta della struttura.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-7757" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda-300x268.jpg" alt="" width="300" height="268" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda-300x268.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda-600x535.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Yuri-e-Ghirda.jpg 659w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Grazie ai quotidiani arricchimenti ludico-alimentari e ad un alloggiamento consono</strong> ai bisogni della sua specie che hanno contribuito ad incrementare notevolmente la motilità, la deambulazione e le frequenze di attività di Yuri riducendo al minimo i momenti di inattività, tipici di un’inadeguata gestione in cattività, siamo riusciti, nel mese di settembre ’12, a cominciare <strong>un percorso di adattamento graduale con <a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-ghirda/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.centrotutelafauna.org/appr/La_storia_di_Ghirda.xhtml&amp;source=gmail&amp;ust=1542811245769000&amp;usg=AFQjCNGfVXPnguqtSp3rjpR3OMoDfEa1Ww">Ghirda</a></strong>, che da sempre ha dimostrato un forte senso materno e ha accettato subito Yuri, con l’obiettivo di migliorare anche le condizioni psicologiche dell’animale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Oggi i due primati condividono con successo la stessa struttura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Soprattutto <strong>in considerazione della triste storia di Yuri e Ghirda, il risultato raggiunto è davvero significativo</strong>; i primati sono specie altamente sociali che vivono in gruppi numerosi, all’interno dei quali i piccoli rimangono a lungo con la madre e in cui le interazioni sono molto complesse e rappresentano la base di un corretto sviluppo anche dal punto di vista comportamentale.</p>
<p style="text-align: justify">Ricordiamo infatti che i primati privati della loro socialità sviluppano con frequenza gravi comportamenti atipici e stereotipati che possono arrivare perfino all&#8217;automutilazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">.</p>
<div class="action-ads-content" style="text-align: center"><a class="action-ads-button-custom large greennature-button" style="color: #6d5b1c;background-color: #fec428" href="https://centrotutelafauna.org/adozioni-a-distanza-2/">Adottami a distanza</a></div>
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			</item>
		<item>
		<title>La storia di Fusco</title>
		<link>https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/storia-di-fusco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 12:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli primati]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Fusco]]></category>
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					<description><![CDATA[Fusco è un esemplare di Macaco del Giappone (Macaca fuscata) giunto al Centro l’8 aprile 2012. La segnalazione del suo avvistamento è arrivata da parte di alcuni cittadini di Greve in Chianti, in Toscana, che lo hanno visto aggirarsi nei pressi del cimitero di Petriolo. Si è subito ipotizzato che fosse stato importato illegalmente nel territorio... <div class="clear"></div><a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/storia-di-fusco/" class="excerpt-read-more">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fusco è un esemplare di Macaco del Giappone (Macaca fuscata) giunto al Centro l’<strong>8 aprile 2012</strong>. La segnalazione del suo avvistamento è arrivata da parte di alcuni cittadini di Greve in Chianti, in Toscana, che lo hanno visto aggirarsi nei pressi del cimitero di Petriolo. Si è subito ipotizzato che fosse stato<strong> importato illegalmente nel territorio e quindi abbandonato</strong>o forse fosse scappato a chi lo aveva in custodia.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Fusco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7703" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Fusco-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Fusco-300x200.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Fusco-768x512.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Fusco-600x400.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Fusco.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Al suo arrivo Fusco è apparso subito <strong>molto abbattuto</strong>; naturalmente non ha potuto raccontarci la sua storia, ma sicuramente le esperienze vissute sono state per lui motivo di forte stress.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati subito effettuati i primi controlli sanitari per accertare le sue condizioni: all&#8217;arrivo il suo stato di salute era discreto e il suo stato di nutrizione buono ma era evidentemente<strong>molto disidratato e presentava diverse escoriazioni cutanee</strong>.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify;">Durante il necessario periodo di isolamento, in attesa di tutti test sierologici necessari, <strong>lo abbiamo inizialmente ospitato in una struttura di isolamento sanitario per eseguire tutti gli accertamenti necessari</strong>; a giugno del 2012, dopo aver verificato che tutti gli esami virologici eseguiti fossero negativi, è stato trasferito nella struttura che ospita gli altri piccoli primati.<u></u><u></u></p>
<p>Fusco ha vissuto solo nel breve periodo che ha passato al Centro e per questo, fin da subito, attraverso i canali di collaborazione con gli altri Centri Recupero e Santuari europei, <strong>abbiamo cercato di trovare una sistemazione per lui insieme ad altri esemplari della sua specie</strong>; non è stata una ricerca semplice perché purtroppo era un esemplare maschio adulto e quindi difficile da integrare con altri conspecifici, ma alla fine ci siamo riusciti!</p>
<p>Nel mese di settembre 2015 infatti, con nostra grande soddisfazione Fusco è stato trasferito in Olanda presso il Centro AAP (<a href="https://www.aap.nl/en">Animal Advocacy and Protection</a>), un centro europeo di soccorso e riabilitazione per mammiferi esotici che ospita numerosi altri esemplari della stessa specie di Fusco.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La storia delle Bertucce</title>
		<link>https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/bertucce-george-mildred-maya-bertino-filippo-camilla-martina-pongo-lola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 12:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli primati]]></category>
		<category><![CDATA[Bertucce]]></category>
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					<description><![CDATA[Il commercio illegale delle Bertucce è purtroppo ancora una triste realtà. Centinaia di piccoli ogni anno vengono catturati in natura da bracconieri che li vendono nei mercati locali. Questi giovanissimi primati vengono da un lato sfruttati per scattare foto ricordo con i turisti, dall’altro vengono invece contrabbandati attraverso la Spagna per tutta l&#8217;Europa come animali... <div class="clear"></div><a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/bertucce-george-mildred-maya-bertino-filippo-camilla-martina-pongo-lola/" class="excerpt-read-more">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Il commercio illegale delle Bertucce è purtroppo ancora una triste realtà.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Centinaia di piccoli ogni anno vengono catturati in natura da bracconieri che li vendono nei mercati locali</strong>. Questi giovanissimi primati vengono da un lato sfruttati per scattare foto ricordo con i turisti, dall’altro vengono invece contrabbandati attraverso la Spagna per tutta l&#8217;Europa come animali domestici.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La situazione della popolazione naturale di Bertucce è molto critica</strong>: la densità infatti si è ridotta drasticamente negli ultimi 30 anni: ci sono 3.500-5.000 individui in Marocco e meno di 2.000 in Algeria e purtroppo questa cifra continua a diminuire in modo allarmante perché ci sono ancora troppi acquirenti.</p>
<p style="text-align: justify">La mentalità tra gli abitanti di Marocco e Algeria fortunatamente però sta cambiando: sempre di più infatti si sta comprendendo l&#8217;importanza di proteggere le Bertucce quale ricchezza sociale, economica e culturale per i loro paesi.</p>
<h2>George e Mildred</h2>
<p><strong>George e Mildred sono stati i primi due esemplari affidati al Centro, nel lontano marzo del 2001, dopo essere stati sequestrati dal Corpo Forestale</strong> dello Stato presso la dogana di Milano Malpensa per importazione illecita.</p>
<div id="attachment_7693" style="width: 265px" class="wp-caption alignright"><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/George.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7693" class="size-medium wp-image-7693" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/George-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/George-255x300.jpg 255w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/George.jpg 509w" sizes="auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px" /></a><p id="caption-attachment-7693" class="wp-caption-text">George</p></div>
<p>Fortunatamente i due piccoli primati hanno sempre vissuto insieme, anche nei momenti più difficili della loro vita, e hanno quindi sempre potuto contare l’uno sull&#8217;appoggio dell’altra, instaurando così un forte legame sociale. Questo legame così speciale li ha sempre uniti fortemente e ha sicuramente contribuito nel tempo a dare ad entrambi un saldo equilibrio psicofisico che li ha resi una delle coppie caratterialmente più stabili.</p>
<p>Purtroppo però, a <strong>primavera 2016, Mildred</strong> ha mostrato un improvviso malessere: sono stati immediatamente programmati una serie di controlli ed esami clinici che hanno mostrato un’epatopatia cronica per la quale i veterinari hanno predisposto specifiche terapie e integrazioni quotidiane di sostegno.</p>
<p>Questo quadro clinico ci ha subito fatto capire che Mildred non avrebbe avuto una lunga aspettativa di vita.</p>
<p>Infatti, all&#8217;inizio del mese di settembre 2016 Mildred ci ha lasciati; George per le prime settimane dopo la sua morte ha risentito molto della mancanza della sua compagna, ma fortunatamente, al Centro è arrivata anche Maya&#8230;.</p>
<p><a href="http://video.repubblica.it/rubriche/le-storie-di-monte-adone/maya-la-bertuccia-salvata-dopo-anni-in-catene/251783/251951?ref=search" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://video.repubblica.it/rubriche/le-storie-di-monte-adone/maya-la-bertuccia-salvata-dopo-anni-in-catene/251783/251951?ref%3Dsearch&amp;source=gmail&amp;ust=1542735633903000&amp;usg=AFQjCNH-bon3b5B-N3O_nrsP3khXclwkMg"><strong>Guarda il video di Maya&#8230;.</strong></a></p>
<p><span style="font-size: 12pt"><strong>A marzo 2024</strong>, all&#8217;età di 25 anni, anche il nostro <strong>George</strong> ci ha lasciati. George era molto anziano e nelle ultime settimane ha iniziato a mostrare difficoltà ad alimentarsi e ad arrampicarsi. Dopo i consueti accertamenti, anche nel suo caso, è stata riscontrata un&#8217;insufficienza epatica per la quale i veterinari hanno predisposto diverse terapie e cure di sostegno. George con la sua imperturbabilità è stato per anni un&#8217;istituzione e lascerà davvero un grande vuoto. </span></p>
<h2>Bertino</h2>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Bertino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7695" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Bertino-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Bertino-300x298.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Bertino-150x150.jpg 150w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Bertino-600x596.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Bertino-100x100.jpg 100w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Bertino.jpg 604w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel maggio del 2002 è poi arrivato Bertino, un cucciolo di circa sei mesi, trovato vicino a Reggio Emilia</strong>; in questi casi le due ipotesi più probabili sono che l&#8217;animale sia scappato al suo “proprietario” oppure che sia stato abbandonato da parte dello stesso.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; doveroso precisare che, come citato sopra, tutti i piccoli primati sono inseriti all&#8217;interno della lista degli animali pericolosi, quegli animali cioè che possono costituire pericolo per la salute e l&#8217;incolumità pubblica, per i quali quindi è proibita la detenzione.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;applicazione della legislazione vigente fa si che spesso molti di questi esemplari, la cui detenzione è appunto illegale, vengano abbandonati sul territorio, una volta venuti meno i motivi e le possibilità del loro sfruttamento. Dopo un opportuno periodo di adattamento, Bertino condivide la struttura con una femmina, Camilla.</p>
<p>Dopo un lungo e delicato periodo di adattamento, durato circa 5 mesi, nell&#8217;ottobre 2014 Bertino e Camilla, hanno &#8220;adottato&#8221; i giovanissimi Pongo e Lola con i quali si sono subito perfettamente integrati.</p>
<p>Ad <strong>agosto 2020</strong> purtroppo <strong>Bertino</strong> ha avuto un improvviso malessere a causa di una trombosi intestinale. Nonostante un intervento chirurgico d&#8217;urgenza, le cure e la terapia intensiva purtroppo Bertino non ce l&#8217;ha fatta.</p>
<h2>Camilla<a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Camilla-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-7696" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Camilla-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Camilla-2-300x225.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Camilla-2-768x576.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Camilla-2-400x300.jpg 400w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Camilla-2-600x450.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Camilla-2.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></h2>
<p><strong>Camilla è giunta al Centro nel settembre del 2002 dopo esserci stata affidata dal Corpo Forestale dello Stato di Firenze.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Camilla era stata trovata abbandonata in Toscana e, dopo un affidamento temporaneo al C.R.A.S.E. di Semproniano gestito dal Wwf, è stata trasferita al nostro Centro dove ospitavamo un esemplare maschio solo, Bertino. Dopo il consueto e necessario periodo di adattamento, Camilla è stata inserita nell&#8217;area in cui vive Bertino.</p>
<p>Nell&#8217;agosto 2015, ormai anziana, Camilla ci ha lasciati.</p>
<h2>Filippo</h2>
<p style="text-align: justify"><strong>A marzo del 2004 è arrivato Filippo</strong>, un giovane maschio di circa sei mesi d’età.</p>
<div id="attachment_7697" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Filippo-e-Martina.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7697" class="size-medium wp-image-7697" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Filippo-e-Martina-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Filippo-e-Martina-300x212.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Filippo-e-Martina-768x542.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Filippo-e-Martina-600x424.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Filippo-e-Martina.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-7697" class="wp-caption-text">Filippo e Martina</p></div>
<p style="text-align: justify">Filippo è stato <strong>trovato abbandonato a Punta Marina, in Romagna</strong>. Anche per lui, così come per Bertino, si è subito pensato che potesse essere scappato al suo “proprietario” oppure che fosse stato abbandonato da parte dello stesso.</p>
<p style="text-align: justify">Vista però la zona di ritrovamento è facile pensare che Filippo sia stato utilizzato per le foto-ricordo sulla spiaggia, un fenomeno al quale oggi non assistiamo più ma che ha rappresentato fino ad alcuni anni fa una vera e propria piaga: fotografi senza scrupoli acquistavano cuccioli di varie specie (leoni, tigri, piccoli primati) e, durante la stagione estiva e il conseguente affollamento di turisti sui nostri litorali, li portavano in spiaggia per realizzare e vendere foto-ricordo con i bambini. Alla fine della stagione questi animali, divenuti ormai grandi, venivano soppressi, venduti o abbandonati.</p>
<p style="text-align: justify">Filippo è cresciuto e, dopo un delicato periodo di adattamento, condivide la struttura che lo ospita con l’esuberante Martina.</p>
<p>Nell&#8217;<strong>estate 2020</strong> purtroppo Filippo ci ha lasciati e da qual momento Martina, attraverso la rete, ha iniziato a mostrare un grande interesse per Lola.</p>
<h2 style="text-align: justify">Martina</h2>
<p style="text-align: justify"><strong>Martina è figlia di altre due bertucce presenti al Centro, George e Mildred</strong>, giunte nel marzo 2001 dopo essere state sequestrate dal Corpo Forestale dello Stato presso la dogana di Milano Malpensa per importazione illecita.</p>
<p style="text-align: justify">Martina <strong>è uno dei rarissimi casi di nascite al Centro; la nostra struttura, infatti, è contraria alla nascita in cattività di cuccioli </strong>che non hanno nessuna possibilità di essere reintrodotti in natura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-14253 alignright" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/Foto-Martina-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/Foto-Martina-210x300.jpg 210w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/Foto-Martina.jpg 595w" sizes="auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px" /></p>
<p style="text-align: justify">Per evitare le nascite, pertanto, quando sono presenti coppie di animali che condividono la stessa struttura, viene eseguita sugli esemplari maschi la “vasectomia”, un tipo di sterilizzazione meno invasiva che garantisce comunque all&#8217;animale una normale vita e attività di coppia.</p>
<p style="text-align: justify">Per eseguire questo intervento chiaramente dobbiamo sempre chiedere un permesso specifico alla Commissione Scientifica perché è un intervento su animali confiscati, di proprietà dello Stato; nel caso di George e Mildred, purtroppo, non ci era stata concessa l’autorizzazione e la natura ha fatto il suo corso.</p>
<p style="text-align: justify">Martina è nata il 13 luglio del 2005 e alla sua nascita ci siamo subito resi conto che Mildred, sua madre, non si prendeva cura di lei. A sua volta anche Mildred non era stata allevata dalla madre e questo purtroppo ha condizionato per sempre il suo comportamento. Con grande dispiacere ci siamo visti costretti a separare Martina dalla madre e ad occuparcene direttamente, dedicandole tanto tempo, cure e moltissima pazienza.</p>
<p style="text-align: justify">Una volta cresciuta e dopo un periodo di necessaria osservazione condotta a turno da tre nostre volontarie/studentesse di Scienze Naturali, abbiamo potuto inserirla nella struttura dedicata ai piccoli primati nell&#8217;area che ospita Filippo, il più giovane dei 3 maschi presenti.</p>
<p>Da quando Filippo è venuto a mancare, Martina ha iniziato a socializzare con la sua vicina di casa, Lola.</p>
<h2 style="text-align: justify">Pongo e Lola</h2>
<p style="text-align: justify">Pongo e Lola sono due giovani esemplari di Bertuccia.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-prima-del-sequestro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7698" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-prima-del-sequestro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-prima-del-sequestro-300x225.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-prima-del-sequestro-768x576.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-prima-del-sequestro-400x300.jpg 400w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-prima-del-sequestro-600x450.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-prima-del-sequestro.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Entrambi sono stati acquistati, appena nati, durante un viaggio in Marocco e sono stati <strong>importati illegalmente</strong> da due famiglie italiane, per essere tenuti in casa come animali da compagnia.</p>
<p style="text-align: justify">A seguito di un controllo, Pongo e Lola sono stati <strong>sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato e sono stati affidati al Centro</strong> rispettivamente nel settembre e nel novembre 2013.</p>
<p style="text-align: justify">Al loro arrivo entrambi erano molto stressati e portavano i segni di una gestione totalmente inadeguata alle esigenze di un macaco di poche settimane. Ricordiamo infatti che le cure parentali nel primo periodo di vita sono fondamentali per la crescita del piccolo ma anche per il corretto sviluppo dei comportamenti sociali.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo il necessario periodo di isolamento sanitario e dopo aver effettuato le analisi di controllo per valutare il loro stato di salute, abbiamo finalmente fatto incontrare Pongo e Lola. Il loro legame con l’uomo ha fatto si che questo primo incontro abbia richiesto molta pazienza e attenzione.</p>
<p style="text-align: justify">Fortunatamente la vita tra le mura domestiche non è durata così a lungo da condizionare irrimediabilmente il loro comportamento, infatti, dopo un breve periodo, con nostra grande soddisfazione, le due piccole bertucce hanno finalmente mostrato meno interesse verso i volontari e hanno iniziato a socializzare maggiormente tra di loro.<a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-con-Bertino-e-Camilla.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-7699" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-con-Bertino-e-Camilla-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-con-Bertino-e-Camilla-300x200.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-con-Bertino-e-Camilla-768x512.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-con-Bertino-e-Camilla-600x400.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pongo-e-Lola-con-Bertino-e-Camilla.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Ottenuto questo primo importante risultato, l’obiettivo successivo è stato quello di riuscire ad integrare Pongo e Lola con una delle tre coppie di Bertucce adulte presenti.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo una prima fase di osservazione per valutare quale delle coppie fosse la più indicata per accettare i due piccoli, è stata costruita una struttura di accoglienza adiacente a quella di George e Mildred e di Bertino e Camilla affinché Pongo e Lola potessero interagire tutto il giorno con queste due coppie.</p>
<p style="text-align: justify">Tutti noi abbiamo inizialmente immaginato che potessero essere George e Mildred ad accoglierli con maggiore interesse e invece, con nostra grande sorpresa è stato proprio lo scontroso Bertino a mostrare un’incredibile dolcezza e attenzione verso i due piccoli.</p>
<p style="text-align: justify">E così, dopo un lungo e delicato periodo di adattamento durato circa 5 mesi, Pongo e Lola, il 19 <strong>ottobre 2014</strong> sono stati inseriti con successo insieme a Bertino e Camilla con i quali si sono subito perfettamente integrati.</p>
<p>Da quando i loro &#8220;genitori adottivi&#8221; non ci sono più, si sono un po&#8217; spezzati gli equilibri e Lola ha iniziato a mostrare grande interesse per Martina.</p>
<h2 style="text-align: justify">Maya</h2>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Maya-qualche-mese-dopo-il-suo-arrivo-al-Centro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7700" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Maya-qualche-mese-dopo-il-suo-arrivo-al-Centro-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Maya-qualche-mese-dopo-il-suo-arrivo-al-Centro-300x200.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Maya-qualche-mese-dopo-il-suo-arrivo-al-Centro-768x513.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Maya-qualche-mese-dopo-il-suo-arrivo-al-Centro-600x401.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Maya-qualche-mese-dopo-il-suo-arrivo-al-Centro.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel mese di luglio 2016 il Corpo Forestale dello Stato</strong> ci ha affidato <strong>Maya, un esemplare adulto di Bertuccia</strong> sequestrata dai Carabinieri nel sud Italia per <strong>detenzione illecita e maltrattamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Da anni Maya viveva costretta in una pettorina, legata ad una catena in un deposito per camion; grazie alla segnalazione della <a href="http://www.legadelcane.org/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.legadelcane.org/&amp;source=gmail&amp;ust=1542735633903000&amp;usg=AFQjCNEaXJT0LXSmGLy5FtUvzfXBp-zRhg">Lega Nazionale per la Difesa del Cane</a> e all&#8217;impegno dell’On. Paolo Bernini, finalmente il destino di questa bertuccia ha avuto una svolta.</p>
<p style="text-align: justify">Maya era in condizioni fisiche e psicologiche critiche: la bertuccia, come tutti i primati, è un animale sociale pertanto vivere una vita in solitudine senza la possibilità di interagire con i suoi conspecifici è un maltrattamento molto grave che purtroppo ha quasi sempre serie e permanenti conseguenze sul comportamento.</p>
<p style="text-align: justify">Maya al suo arrivo era molto magra e disidratata, mostrava marcati comportamenti stereotipati, una malformazione alla mano destra, nonché una dermatite su tutta la schiena e i primi accertamenti effettuati dai medici veterinari del nostro Centro hanno mostrato anche un’epatopatia cronica.</p>
<p style="text-align: justify">Al Centro Maya ha trascorso in isolamento sanitario il tempo utile ad effettuare tutti i controlli necessari e ad impostare alcune terapie di supporto, successivamente è stata trasferita nell&#8217;area di accoglienza dei piccoli primati dove ha avuto a disposizione un ampio spazio adiacente alle altre bertucce ospitate al Centro; in questo nuovo spazio, Maya ha finalmente avuto la possibilità di correre, arrampicarsi e di iniziare ad interagire con i suoi conspecifici.</p>
<p><a href="http://video.repubblica.it/rubriche/le-storie-di-monte-adone/maya-la-bertuccia-salvata-dopo-anni-in-catene/251783/251951?ref=search" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://video.repubblica.it/rubriche/le-storie-di-monte-adone/maya-la-bertuccia-salvata-dopo-anni-in-catene/251783/251951?ref%3Dsearch&amp;source=gmail&amp;ust=1542735633903000&amp;usg=AFQjCNH-bon3b5B-N3O_nrsP3khXclwkMg"><strong>Guarda il video sul sequestro di Maya e sul suo arrivo al Centro!</strong></a></p>
<p style="text-align: justify">Ed è proprio con uno di loro che Maya è stata inserita dopo l&#8217;adeguato periodo di adattamento.</p>
<p style="text-align: justify">Per otto anni Maya ha convissuto serenamente con George, un esemplare maschio giunto al Centro nel marzo del 2001 e che, purtroppo, nel marzo 2024 è venuto a mancare..</p>
<p><strong>Nel marzo 2024 purtroppo Maya è rimasta </strong>sola e nei mesi successivi l’impegno del Centro è stato quello di creare nuovi equilibri con le altre bertucce ospitate.</p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;color: #008000">AGGIORNAMENTO: </span></strong></p>
<p>Nel dicembre 2024 Maya ha iniziato ad essere meno attiva e ad avere meno appetito. L’esperienza ci ha insegnato ad essere molto attenti al minimo cambiamento perché sappiamo come gli animali esotici, dietro al più piccolo sintomo, nascondono spesso problemi più seri. I veterinari del Centro hanno pertanto deciso di procedere tempestivamente con una lieve sedazione di Maya per poter effettuare tutti gli accertamenti necessari.</p>
<p>Dal risultato degli esami del sangue si è evidenziato un processo infiammatorio in atto per il quale sono state iniziate subito alcune terapie specifiche.</p>
<p>Le condizioni generali di Maya sembravano comunque buone, così come il suo stato di nutrizione.</p>
<p>In accordo con i veterinari abbiamo deciso di ricoverarla nella nostra infermeria interna per poterla controllare con più attenzione. Con l’inizio delle terapie Maya ha ripreso ad alimentarsi e ad essere più attiva al punto che pensavamo di riportarla nella sua struttura. Gli esami del sangue di controllo hanno mostrato un miglioramento generale. Dopo alcuni giorni, dopo aver mangiato regolarmente e con appetito il suo pasto, all’improvviso Maya ha avuto un grave collasso.</p>
<p>È stata immediatamente soccorsa e trasferita d’urgenza presso la nostra Clinica Veterinaria di riferimento dove, nonostante l’intervento tempestivo dei veterinari, purtroppo Maya non ce l’ha fatta. La sua morte così improvvisa ha lasciato tutti noi nello sgomento più totale.</p>
<p>Sappiamo come il suo difficile passato l’abbia segnata profondamente; tuttavia, siamo contenti di come, in questi otto anni trascorsi con noi, grazie all’impegno quotidiano e all’amore incondizionato, Maya abbia riscoperto la sua natura. Poter vivere serenamente con un compagno unico come George ha forse cancellato il ricordo delle brutte pagine della sua vita prima dell’arrivo al Centro.</p>
<p><strong>E questo, seppur tra mille difficoltà, ci da la forza per continuare a lottare</strong> ricordandoci che abbiamo una <strong>missione importante</strong>, <strong>quella di occuparci di creature straordinarie </strong>che, nonostante il loro terribile passato, al Centro riprendono a vivere con dignità e serenità. E questo ci ripaga di tutto.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Un ringraziamento speciale a <a href="http://www.popcultdocs.com/">Popcult Docs</a> e Andrea Dalpian grazie ai quali abbiamo la possibilità di raccontare le storie del Centro attraverso le loro bellissime immagini e infine, ma non per importanza, Riccardo Nanni e Cristiano Alberghini di <a href="https://www.sevenfloor.com/">7_floor</a> per le musiche uniche che accompagnano il nostro lavoro e i nostri ricordi!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La storia di Pia</title>
		<link>https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-pia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andy]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2018 12:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli primati]]></category>
		<category><![CDATA[La storia di Pia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centrotutelafauna.netly.biz/test/?p=7688</guid>

					<description><![CDATA[Pia, è un anziano esemplare di Macaca leonina, affidato al Centro Monte Adone nel mese di giugno 2018 dal Nucleo CITES dei Carabinieri Forestali di Napoli; Pia, nota alla stampa come Piera, è stata trovata a Pignataro Maggiore (CE), mentre vagava sola nei pressi della struttura “Dog’s Town”, un centro di accoglienza per cani vaganti. L’ipotesi più probabile è... <div class="clear"></div><a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-pia/" class="excerpt-read-more">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pia-il-giorno-del-suo-arrivo-al-Centro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7690" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pia-il-giorno-del-suo-arrivo-al-Centro-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pia-il-giorno-del-suo-arrivo-al-Centro-300x200.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pia-il-giorno-del-suo-arrivo-al-Centro-768x512.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pia-il-giorno-del-suo-arrivo-al-Centro-600x400.jpg 600w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/11/Pia-il-giorno-del-suo-arrivo-al-Centro.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Pia, è un anziano esemplare di <strong>Macaca leonina</strong>, <strong>affidato al Centro Monte Adone nel mese di giugno 2018</strong> dal Nucleo CITES dei Carabinieri Forestali di Napoli; Pia, nota alla stampa come Piera, <strong>è stata trovata a Pignataro Maggiore (CE)</strong>, mentre vagava sola nei pressi della struttura “Dog’s Town”, un centro di accoglienza per cani vaganti.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify">L’ipotesi più probabile è che l’animale sia stato <strong>importato illegalmente</strong> nel nostro territorio e quindi abbandonato <strong>oppure che sia fuggito</strong> all&#8217;incauto detentore; ricordiamo che <strong>tutti i primati sono inseriti all&#8217;interno della cosiddetta “lista degli animali pericolosi”</strong>, quegli animali cioè che possono costituire pericolo per la salute e l&#8217;incolumità pubblica, per i quali quindi è proibita la detenzione.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Temporaneamente affidata alla struttura “Dog’s Town”</strong>, che l’ha amorevolmente accudita per tutto il periodo in cui è stata loro ospite, grazie all&#8217;attività svolta dalla Procura di S.M.C.V., la Prefettura di Caserta, il Ministero dell’Ambiente e dai Carabinieri del Nucleo CITES, <strong>Pia è stata trasferita al nostro Centro</strong> dove, dopo un opportuno periodo di isolamento sanitario, utile ad effettuare tutti i controlli necessari, <strong>oggi vive in un ampio spazio verde nell&#8217;area dedicata ai piccoli primati,</strong> oltre 200 mq arredati con numerosi arricchimenti ambientali che rendono questo spazio una piccola “foresta”,</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/PIA-8.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10189" src="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/PIA-8-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/PIA-8-300x169.jpg 300w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/PIA-8-768x432.jpg 768w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/PIA-8-1024x576.jpg 1024w, https://centrotutelafauna.org/wp-content/uploads/2018/08/PIA-8-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Le aree, collegate alle strutture interne riscaldate nel periodo invernale, sono costruite su un ampio prato</strong>, dotate di confortevoli amache, intrecci di corde, tronchi d’albero e <strong>spazi ampi</strong> dove poter inserire gli arricchimenti ludici e alimentari, ideati e forniti quotidianamente dai volontari del Centro.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify">Pia è un esemplare molto tranquillo, <strong>evidentemente abituato ad uno stretto contatto con l’uomo</strong> che ancora cerca molto.<br />
Oggi ha la possibilità di correre, arrampicarsi e di iniziare ad interagire con i suoi simili; <strong>tra i suoi nuovi “vicini di casa” c’è anche <a href="https://centrotutelafauna.org/piccoli-primati/la-storia-di-spike/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.centrotutelafauna.org/appr/La_storia_di_Spike.xhtml&amp;source=gmail&amp;ust=1542735087969000&amp;usg=AFQjCNG47xtr56EgHidqk5czDmjM9V_bSg">Spike</a></strong>, un Cercopiteco Bocca azzurra, con il quale speriamo possa presto socializzare, riscoprendo un po’ la sua natura dimenticata.<u></u><u></u></p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://youtu.be/yThPQhMWGZY" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://youtu.be/yThPQhMWGZY&amp;source=gmail&amp;ust=1542735087969000&amp;usg=AFQjCNHGsnXuCjr-Ce7oqI0PNweGvHniuQ"><b>Guarda il video di Pia alla scoperta della sua nuova casa!</b></a></p>
<p><strong><span style="color: #008000;font-size: 14pt">Aggiornamento:</span></strong></p>
<p>Nel mese di novembre 2024, Pia ha avuto un’improvvisa e grave difficoltà respiratoria con tosse e affanno. Nelle settimane precedenti non aveva mostrato nessun sintomo particolare se non un lieve calo di appetito due giorni prima di questo episodio.</p>
<p>Siamo intervenuti tempestivamente, Pia è stata trasferita nella nostra infermeria interna e messa sotto ossigeno per essere stabilizzata; vista la gravità della situazione l’abbiamo portata d’urgenza presso la nostra Clinica Veterinaria di riferimento.</p>
<p>Purtroppo, gli esami di laboratorio hanno confermato i nostri timori: un adenocarcinoma polmonare. Abbiamo valutato la possibilità di intervenire chirurgicamente per l’asportazione della neoformazione. Sapevamo che l’intervento avrebbe comportato diversi rischi, tuttavia sapevamo anche che non esisteva un’alternativa percorribile diversa, oltre l’eutanasia.</p>
<p>La sua malattia, comparsa così all’improvviso, purtroppo però non ci ha lasciato margine di poter fare di più; vista la compromissione dei polmoni, due giorni prima della chirurgia le condizioni di Pia sono precipitate e purtroppo non ce l’ha fatta. Li vediamo invecchiare e sappiamo che, come noi, possono essere colpiti da diverse patologie; tuttavia, la perdita di Pia ha lasciato tutti noi nello sgomento più totale.</p>
<p>È davvero profonda la partecipazione con la quale, ogni volta, viviamo simili eventi, ma questo è il tacito patto che deve accettare chi porta avanti attività come la nostra.</p>
<p>Pia ha sempre fatto breccia nel cuore di chi l’ha conosciuta per la sua dolcezza e per la sua curiosità; il suo passato, seppur a noi sconosciuto, l’ha resa profondamente fiduciosa nei confronti dell’uomo.</p>
<p>Ancora una volta siamo consapevoli di quale sia il privilegio di poterci occupare di queste straordinarie creature, garantendo loro rispetto e benessere; il legame che negli anni si crea è fortissimo, almeno quanto il dolore che proviamo quando ci lasciano. Ognuno di questi animali diventa una parte importante del nostro Centro e <strong>quando se ne vanno lasciano un grande vuoto</strong>, questa è la prima sensazione che ci sovrasta…ma proprio da loro abbiamo imparato che non è il vuoto ciò che lasciano, ma <strong>una ricchezza inestimabile</strong> che continua a far parte di tutti noi e a vivere in tutti gli altri meravigliosi animali di cui ci occupiamo ogni giorno.</p>
<p>Ciao Pia…</p>
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